Riforma della disabilità 2024 — D.lgs. 62/2024
Dal 2025 in via sperimentale, la riforma cambia la definizione di disabilità, sostituisce i vari accertamenti separati con un unico procedimento di valutazione di base, e introduce il progetto di vita individuale e partecipato.
L'essenziale
- Norma cardine — D.lgs. 3 maggio 2024 n. 62 (attuazione L. 227/2021)
- Definizione — "persona con disabilità" (Convenzione ONU), non più "persona handicappata"
- Procedimento unico — valutazione di base svolta dall'INPS, sostituisce invalidità civile, handicap, cecità, sordità
- Progetto di vita — su richiesta, individua sostegni, budget e accomodamenti ragionevoli
- Sperimentazione — dal 1° gennaio 2025 in province pilota; a regime nel 2027
- Modifiche 2026 — D.L. 19/2026 (legge 50/2026) ha corretto alcuni articoli del decreto
Cosa cambia, in breve
La riforma del 2024 attua una promessa fatta da decenni: allineare l'ordinamento italiano alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata in Italia con la Legge 3 marzo 2009 n. 18). Il cambiamento è sia di linguaggio sia di sostanza:
- Linguaggio — l'art. 1 della Legge 104/92 e tutta la normativa collegata sostituiscono il termine "handicappato" con "persona con disabilità".
- Procedimento — le commissioni ASL e INPS che accertavano separatamente l'invalidità civile, l'handicap ai fini della 104, la cecità e la sordità, vengono fuse in un'unica Unità di Valutazione di Base presso l'INPS.
- Output — un unico certificato della condizione di disabilità con il livello di sostegno necessario.
- Progetto di vita — su richiesta, la persona può attivare un percorso personalizzato che mette insieme prestazioni sanitarie, sociali, scolastiche, lavorative.
La nuova definizione di persona con disabilità
L'articolo 2, comma 1, lett. a) del D.lgs. 62/2024 definisce la persona con disabilità come chi presenta:
"durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri, accertate all'esito della valutazione di base".
È la definizione della Convenzione ONU, recepita per la prima volta nel diritto interno italiano in modo organico. Sostituisce la formulazione storica della L. 104/1992 art. 3 ("persona handicappata" che ha una minorazione causa di difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa).
Conseguenza pratica: l'art. 3 comma 1 della L. 104/92 è stato riformulato e oggi recita la nuova definizione. Quando si parla di "handicap grave" (art. 3 c. 3) si parla di disabilità che richiede sostegno intensivo: è il presupposto per permessi e congedi.
La valutazione di base (artt. 5-15)
È il procedimento unitario che sostituisce tutti gli accertamenti sanitari precedenti. Viene condotto direttamente dall'INPS attraverso Unità di Valutazione di Base composte da professionisti sanitari. L'art. 5 stabilisce i criteri: il procedimento è unitario, comprende ogni accertamento dell'invalidità civile previsto dalla normativa vigente.
Cosa accerta in un solo passaggio
- la condizione di invalidità civile (con percentuale);
- la condizione di handicap ai sensi della L. 104/92, anche grave;
- la condizione di cecità civile;
- la condizione di sordità civile;
- la presenza di patologie che danno diritto a esoneri o accomodamenti.
I livelli di sostegno
L'esito della valutazione di base esprime il livello di sostegno necessario alla persona, in 4 gradini:
- Lieve
- Medio
- Elevato
- Molto elevato — insieme al livello elevato rientra nel sostegno intensivo. Le parole «in situazione di gravità» sono sostituite da «con necessità di sostegno elevato o molto elevato» (artt. 3 e 4 c. 1 lett. c D.lgs. 62/2024)
Il livello determina priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici e l'accesso alle prestazioni più ampie.
Tempi del procedimento
Il nuovo procedimento si conclude entro 90 giorni dalla ricezione del certificato medico introduttivo, entro 15 giorni per le patologie oncologiche ed entro 30 giorni per i minori. Sono previste sospensioni per le integrazioni indicate dalla norma (art. 6 c. 8 D.lgs. 62/2024).
Il progetto di vita individuale (artt. 18-29)
È la grande novità della riforma sul piano dei diritti. Dopo aver ottenuto il certificato della condizione di disabilità, la persona può chiedere l'elaborazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.
Chi lo attiva
- la persona con disabilità stessa;
- per i minori, l'esercente la responsabilità genitoriale;
- il tutore o l'amministratore di sostegno se dotato di poteri.
L'istanza si presenta agli enti competenti (Comuni, ASL, cooperative sociali del Terzo settore) anche tramite invio telematico del certificato attraverso un servizio dedicato dell'INPS che si interfaccia con eventuali piattaforme regionali.
Cosa contiene il progetto
L'art. 26 stabilisce che il progetto individua:
- i sostegni — sanitari, sociali, educativi, lavorativi, abitativi;
- il budget di progetto — risorse pubbliche e private dedicate;
- gli accomodamenti ragionevoli — adattamenti necessari per garantire diritti e libertà fondamentali (art. 5-bis L. 104, introdotto dalla riforma);
- le sfere di competenza — chi fa cosa, inclusi gli enti del terzo settore;
- il referente per l'attuazione — figura responsabile del coordinamento (art. 29).
Il progetto è soggetto ad aggiornamento periodico e su richiesta della persona o di chi la rappresenta. Le misure devono essere personalizzate rispetto all'offerta disponibile e tenere conto di desideri, preferenze, aspettative e valori della persona — non solo dei bisogni clinici.
L'accomodamento ragionevole (art. 5-bis L. 104)
L'accomodamento ragionevole, ai sensi dell'art. 2 della Convenzione ONU, individua le misure e gli adattamenti necessari, pertinenti, appropriati e adeguati, che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo al soggetto obbligato, quando l'applicazione delle disposizioni di legge non garantisca alla persona con disabilità il godimento dei diritti e delle libertà fondamentali su base di uguaglianza con gli altri. L'art. 5-bis è stato inserito nella L. 104/1992 dall'art. 17 D.lgs. 62/2024.
La persona con disabilità (o chi la rappresenta) può chiedere con istanza scritta alla pubblica amministrazione, ai concessionari di pubblici servizi e ai soggetti privati l'adozione di un accomodamento ragionevole (art. 5-bis c. 3). In caso di rifiuto si può chiedere all'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità di verificare la discriminazione per rifiuto di accomodamento ragionevole (art. 5-bis cc. 9-11).
Entrata in vigore e cronoprogramma
- 3 maggio 2024 — data del D.lgs. 62/2024.
- 1° gennaio 2025 — avvio della fase sperimentale in province pilota (selezionate per testare il nuovo procedimento INPS prima dell'estensione nazionale).
- 1° marzo 2026 — terza fase della sperimentazione: il D.L. 19 febbraio 2026, n. 19 (art. 7) estende il nuovo procedimento a ulteriori 40 province(Messaggio INPS 635 del 23 febbraio 2026), oltre a modificare e prorogare alcuni passaggi del decreto.
- 1° gennaio 2027 — applicazione sul restante territorio nazionale delle disposizioni elencate nell'art. 40 c. 2 D.lgs. 62/2024.
Cosa fare oggi: se vivi in una provincia pilota, le nuove domande di accertamento seguono già il nuovo procedimento. Se vivi altrove, valgono ancora le procedure precedenti (commissione ASL + INPS per invalidità civile, commissione INPS per L. 104). Sono fatte salve le prestazioni già erogate o con spettanza accertata entro il 31 dicembre 2026 (art. 35 c. 2 D.lgs. 62/2024). Caso per caso (verbali, domande in corso, revisioni, ultrasettantenni): le regole di passaggio al 1° gennaio 2027.
Cosa non cambia
- I diritti già riconosciuti — il decreto garantisce il mantenimento dei diritti riconosciuti dalla disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2026 e fa salve le prestazioni, i servizi, le agevolazioni e i trasferimenti monetari già erogati o di cui sia stata accertata la spettanza entro quella data (art. 35 cc. 1-2 D.lgs. 62/2024). Vedi indennità di accompagnamento, permessi 104, congedo straordinario.
- Il progetto di vita per chi ha già la certificazione — può essere richiesto anche da chi possiede una certificazione ai sensi della L. 104/1992 rilasciata prima del 1° gennaio 2027, senza effettuare la valutazione di base (art. 35 c. 4 D.lgs. 62/2024).
- Gli importi 2026 — sono quelli indicati nella Circ. INPS 153/2025 (rinnovo delle pensioni e delle prestazioni assistenziali per l'anno 2026).
Approfondimenti correlati
- Regole di passaggio dal 1° gennaio 2027
- Pillar invalidità civile
- Visita Commissione Medica
- Percentuali e benefici
- Aggravamento
- Caregiver familiare
- Novità Legge 104 2026
Fonti istituzionali
- D.lgs. 3 maggio 2024 n. 62 — testo consolidato (Normattiva)
- Legge 22 dicembre 2021 n. 227 — delega al Governo (Normattiva)
- Dipartimento per le Disabilità — Manuale "Il Progetto di Vita"
- Legge 3 marzo 2009 n. 18 — Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
- Dipartimento per le Disabilità — Presidenza del Consiglio
Ultima revisione: 31 ottobre 2026. Disclaimer: questa pagina sintetizza il D.lgs. 62/2024 e i suoi atti attuativi. Per la propria pratica fa fede il certificato rilasciato dall'INPS al termine della valutazione di base. Patronati e enti del terzo settore offrono assistenza gratuita.