Congedo straordinario
Fino a due anni nella vita lavorativa, retribuiti, per assistere un familiare con disabilità grave. È previsto dall’art. 42 c. 5 del D.lgs. 151/2001.
In breve
- 2 anni massimi nell’intera vita lavorativa, anche frazionabili.
- Spetta a un solo familiare alla volta, secondo un ordine di priorità.
- Indennità pari alla retribuzione, fino a un tetto annuo INPS rivalutato.
- Diverso dai permessi 3 giorni/mese: il congedo è un’assenza prolungata, non singole giornate.
- Si fa domanda all’INPS, con la stessa logica dei permessi.
Cos’è il congedo straordinario
È un periodo di assenza dal lavoro, retribuito e coperto da contribuzione figurativa, che un lavoratore dipendente può chiedere per assistere un familiare con handicap grave (art. 3 c. 3 L. 104; art. 42 c. 5 D.lgs. 151/2001).
Per verificare se puoi chiedere il congedo nella tua situazione, rivolgiti all’INPS o a un patronato.
Durata: 2 anni nella vita lavorativa
Il limite massimo è 2 anni complessivi nell’intera vita lavorativa del richiedente, indipendentemente da quante persone con disabilità si assistano.
- Si può fruire in modo continuativo (24 mesi consecutivi) o frazionato (a settimane, mesi, periodi)
- Tra un periodo di congedo e l’altro non è richiesto un intervallo minimo di lavoro
- I 2 anni si sommano a tutti i datori di lavoro che hai avuto in carriera
Chi può chiederlo — ordine di priorità
La legge (art. 42 c. 5 D.lgs. 151/2001, modificato da D.lgs. 119/2011 e successive sentenze della Corte Costituzionale) fissa una scala di priorità: il congedo spetta nell’ordine, si scende solo se il familiare precedente è mancante, deceduto o affetto da patologia invalidante:
- Coniuge convivente della persona con disabilità grave (equiparati: la parte di un’unione civile e il convivente di fatto — L. 76/2016)
- Padre o madre, anche adottivi: per loro la legge non richiede la convivenza
- Figlio convivente
- Fratello o sorella convivente
- Parente o affine entro il 3° grado convivente
Per «mancanza» si intende non solo l’assenza naturale e giuridica (celibato o figlio naturale non riconosciuto) ma ogni condizione assimilabile, continuativa e certificata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità, come divorzio, separazione legale o abbandono (Circ. INPS 32/2012 §3.1, che richiama la Circ. INPS 155/2010). Le «patologie invalidanti» sono un caso distinto: si considerano solo quelle permanenti indicate dall’art. 2 c. 1 lett. d) nn. 1-3 del D.I. 278/2000 (Circ. INPS 32/2012 §3.1).
La sentenza della Corte costituzionale 232/2018 riguarda il figlio non ancora convivente con il genitore da assistere (Circ. INPS 49/2019 §2). Il convivente di fatto è stato incluso nel congedo dal D.lgs. 105/2022 (Circ. INPS 39/2023 §3.1).
Quanto si è pagati
L’indennità è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, escluse le voci variabili (es. straordinari, premi).
Esiste un tetto annuo massimo rivalutato ISTAT ogni anno (art. 42 c. 5-ter D.lgs. 151/2001). Per il 2026, secondo la Circolare INPS 47 del 21 aprile 2026 (Tabella 1, importi calcolati sull'aliquota del 33% del FPLD):
- €57.836,96 lordi/anno — tetto complessivo: non è quello che ricevi, è la spesa massima a carico dell’INPS fra indennità e contributi
- €43.486,00/anno — indennità massima effettiva, cioè il massimo che ti viene versato: €119,14 al giorno
- La differenza copre l’accredito figurativo (i contributi che ti vengono accreditati senza versarli)
Le indennità sostitutive di reddito da lavoro dipendente sono assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto (art. 6 c. 2 D.P.R. 917/1986; Circ. INPS 39/2023 §8). La copertura contributiva è figurativa (contributi pensionistici accreditati senza versamento). Importi soggetti a rivalutazione annuale.
Le cifre in euro sono aggiornate al 2026 e cambiano ogni anno. Verifica sul sito INPS o con il tuo patronato l’importo corrente prima di pianificare scelte economiche.
Cumulabilità con altri benefici
- Incompatibile nello stesso giorno con i permessi 3 giorni/mese;
- Compatibile nello stesso mese con permessi e congedo, purché in giorni diversi;
- Compatibile con il congedo di maternità o parentale fruito dall’altro genitore per lo stesso figlio, anche nello stesso periodo (Msg INPS 22912/2007);
- Il congedo straordinario rientra nel limite di due anni previsto per i congedi per gravi e documentati motivi familiari. I periodi già usati per questi motivi riducono il residuo disponibile (art. 4 c. 2 L. 53/2000; Circ. INPS 32/2012 §3.3).
Come fare domanda
- Verbale di handicap grave (art. 3 c. 3) della persona che si assiste — preliminare obbligatorio.
- Domanda all’INPS via portale (con SPID/CIE), patronato gratuito, o Contact Center.
- Specifica le date di inizio e fine del congedo. Si può modificare in seguito con domanda di proroga o cessazione anticipata.
- Comunicazione al datore di lavoro con il provvedimento INPS.
Cessazione anticipata e ripristino
Puoi interrompere il congedo in qualsiasi momento e tornare al lavoro. Successivamente puoi ricominciare il congedo per il periodo residuo (entro i 2 anni totali) con nuova domanda.
Dipendenti pubblici
Per il pubblico impiego il congedo è gestito direttamente dall’amministrazione, non da INPS. Le tempistiche e modalità di domanda variano per CCNL ma la sostanza è uguale: 2 anni nella vita lavorativa, retribuiti, con scala di priorità.
Domande frequenti
Posso prendere il congedo straordinario per un genitore non convivente?
Sì, a condizione di andare a convivere. Il figlio che assiste un genitore deve essere convivente, però la convivenza può iniziare dopo la domanda (Corte Cost. 232/2018, poi art. 42 c. 5 D.lgs. 151/2001): va dichiarata nella domanda, instaurata entro l’inizio del congedo e mantenuta per tutta la sua durata (Circ. INPS 39/2023). Il figlio viene inoltre dopo coniuge e genitori del disabile nell’ordine di priorità.
Il congedo conta per la pensione?
Sì. Durante il congedo straordinario maturi contribuzione figurativa piena. Non perdi anzianità contributiva.
Posso lavorare durante il congedo?
No. Durante il congedo il dipendente «non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa» (art. 4 c. 2 L. 53/2000, richiamato dall’art. 42 c. 5 e 5-quinquies D.lgs. 151/2001).
Posso prendere il congedo per più familiari disabili?
Sì, ma il tetto dei 2 anni complessivi nella vita lavorativa resta fisso, indipendentemente dal numero di persone assistite.
Approfondimenti
Fonti istituzionali e riferimenti
- INPS — sezione Congedi e permessi (cerca "congedo straordinario 104")
- D.lgs. 151/2001 art. 42 c. 5 (Normattiva)
- Riferimenti chiave: art. 42 c. 5 D.lgs. 151/2001, D.lgs. 119/2011 (modifiche), Circ. INPS 38/2017 (unione civile), Corte Cost. 232/2018 e Circ. INPS 49/2019 §2 (figlio non ancora convivente); D.lgs. 105/2022 e Circ. INPS 39/2023 §3.1 (convivente di fatto), Circ. INPS 47/2026 (importi 2026)