Lavoro · Indennità INPS

Indennità di malattia INPS

Quando ti ammali e non puoi lavorare, l’INPS riconosce un’indennità giornaliera che integra (o sostituisce) la retribuzione. Funzionamento, durata e regole specifiche per malattie connesse alla disabilità.

In breve

A chi spetta

L’indennità INPS di malattia spetta ai lavoratori dipendenti assicurati:

NON spetta a: dipendenti pubblici (gestiti dall’amministrazione di appartenenza, regole proprie), liberi professionisti, lavoratori autonomi/parasubordinati (a meno di specifica iscrizione gestione separata con malattia).

Cosa fare quando ci si ammala

  1. Vai dal medico curante appena possibile
  2. Il medico, accertata l’incapacità lavorativa, redige il certificato medico telematico, che viene inviato direttamente all’INPS e al datore di lavoro tramite il Sistema Tessera Sanitaria
  3. Annota il numero di protocollo del certificato
  4. Comunica al datore di lavoro entro le procedure previste dal CCNL (in genere entro 2 giorni lavorativi)
  5. Resta reperibile nelle fasce di reperibilità per eventuali visite di controllo

Fasce di reperibilità

Il lavoratore in malattia deve essere reperibile al proprio domicilio nelle fasce orarie:

Esoneri dalla reperibilità per: malattia con prognosi grave, ricovero ospedaliero, terapie programmate (con certificato), patologie che richiedono spostamenti per cure.

Visita di controllo non concessa o senza valido motivo → sanzione (perdita di parte dell’indennità).

Importi 2026

Periodo% retribuzione
1° – 3° giornoA carico datore (o niente, secondo CCNL)
4° – 20° giorno50% retribuzione media giornaliera
21° giorno in poi66,66% retribuzione media giornaliera

Quasi tutti i CCNL prevedono che il datore di lavoro integri l’indennità INPS fino al 100% della retribuzione (varia per CCNL e anzianità). Per cui in busta paga vedi spesso 100%, anche se INPS paga solo 50% o 66,66%.

Le cifre in euro sono aggiornate al 2026 e cambiano ogni anno. Verifica sul sito INPS o con il tuo patronato l’importo corrente prima di pianificare scelte economiche.

Durata massima

Oltre i 180 giorni, si entra nel periodo di comporto (durata variabile per CCNL): il rapporto di lavoro è sospeso ma il datore può procedere al licenziamento per superato comporto, salvo eccezioni.

Malattie lunghe e disabilità

Quando una malattia è connessa a una disabilità riconosciuta o a una patologia oncologica grave, esistono tutele aggiuntive:

Part-time per malattia oncologica

L’art. 8 del D.lgs. 81/2015 prevede il diritto soggettivo alla trasformazione del rapporto da full-time a part-time per il lavoratore affetto da patologie oncologiche o cronico-degenerative ingravescenti, con valutazione di compatibilità da parte della Commissione medica.

Il diritto è reversibile: il lavoratore può tornare a tempo pieno con preavviso quando le condizioni di salute lo permettono.

Malattia del figlio

Per il figlio malato, i genitori hanno diritto a:

Fonti istituzionali e riferimenti