Permessi 104 per genitori
Tre giorni al mese di assenza retribuita per assistere il figlio con handicap grave. In alternativa, per i bambini più piccoli, riposi orari o congedo parentale prolungato.
Le opzioni per età del figlio
| Età del figlio | Opzioni del genitore lavoratore |
|---|---|
| 0-3 anni |
|
| 3-14 anni |
|
| 14-18 anni | 3 giorni/mese di permesso 104 |
| Maggiorenne con handicap grave | 3 giorni/mese di permesso 104 (anche senza convivenza) |
Requisiti
- Figlio con handicap grave (art. 3 c. 3 L. 104) riconosciuto dalla Commissione INPS-ASL;
- Genitore lavoratore dipendente (settore pubblico o privato);
- Convivenza non richiesta (per i figli minorenni: Circ. INPS 133/2000 §2.2; art. 20 L. 53/2000, Circ. INPS 155/2010 §3);
Ripartizione tra genitori
I 3 giorni mensili possono essere ripartiti tra i due genitori (esempio: 2 + 1, 1 + 2, 3 + 0). Il limite è complessivo per il figlio assistito: 3 giorni al mese in tutto, non 3 a testa.
Un equivoco da sfatare: il principio del "referente unico dell'assistenza" non ha mai riguardato i genitori, ai quali «è sempre stata riconosciuta la particolarità del ruolo svolto» (Messaggio INPS 3096/2022 §1). Quel vincolo impediva a più di un lavoratore non genitore di assistere la stessa persona, ed è stato eliminato dal D.lgs. 105/2022 a partire dal 13 agosto 2022: oggi il permesso può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti tra gli aventi diritto, che ne fruiscono alternativamente entro lo stesso limite complessivo di 3 giorni (Circ. INPS 39/2023 §1).
Per famiglie con più figli con disabilità grave si moltiplicano i permessi per il numero di figli (es. 2 figli = 6 giorni al mese complessivi distribuibili tra i genitori).
Retribuzione e contribuzione
- Retribuzione — 100% (anticipata dal datore, rimborsata dall'INPS);
- Contribuzione figurativa — i tre giorni di permesso mensile sono coperti da contribuzione figurativa (art. 33 c. 3 L. 104/1992; art. 44 c. 2 D.lgs. 151/2001);
- Ferie e tredicesima — per i riposi e i permessi si applica l'art. 34 c. 5 D.lgs. 151/2001 (richiamato dall'art. 43 c. 2): computo nell'anzianità di servizio e nessuna riduzione di ferie, riposi, tredicesima mensilità o gratifica natalizia, salvo quanto diversamente previsto dalla contrattazione collettiva.
Attenzione all'abuso
L'art. 33 c. 3 L. 104/1992 prevede i permessi per assistere la persona con disabilità grave. Per dubbi sull'uso dei permessi o in caso di contestazione, chiedi assistenza al patronato o a un professionista.
Casi particolari
Genitore single, vedovo o separato
Il diritto ai permessi 104 spetta al genitore lavoratore dipendente a prescindere dallo stato civile. In caso di genitore unico (vedovo, separato con affido esclusivo, single) i 3 giorni mensili sono assegnati interamente a quel genitore. Non c'è ripartizione con un altro genitore.
Genitore lavoratore autonomo o libero professionista
I permessi 104 retribuiti previsti dall'art. 33 L. 104 e dal D.lgs. 151/2001 si applicano solo ai lavoratori dipendenti (pubblico o privato). Il lavoratore autonomo, partita IVA, libero professionista o collaboratore non ha diritto ai 3 giorni retribuiti: può autorganizzare l'attività ma senza copertura economica/contributiva equivalente.
Per il genitore autonomo restano accessibili: indennità di frequenza per il figlio minore (se ne ha diritto), AUU maggiorato per figli disabili, agevolazioni fiscali.
Figlio maggiorenne disabile grave non convivente
Dopo i 18 anni il genitore lavoratore dipendente continua ad avere diritto ai 3 giorni mensili anche se il figlio non vive nello stesso appartamento. Continuità ed esclusività dell'assistenza non sono requisiti per ottenere i permessi (Circ. INPS 155/2010, §3). Restano le condizioni previste dall'art. 33 c. 3 L. 104/1992.
La Circ. INPS 155/2010, §3, elimina le dichiarazioni richieste per dimostrare continuità ed esclusività dell'assistenza. Per la documentazione prevista nella tua situazione, chiedi a INPS o al patronato.
Verbale rivedibile e variazioni
Se il verbale del figlio è soggetto a revisione e la visita conferma la disabilità grave, l'INPS invia una lettera che conferma gli effetti dell'autorizzazione già rilasciata, senza che il lavoratore debba presentare una nuova domanda (Circ. INPS 127/2016 §2.2).
La nuova domanda serve se il richiedente cambia datore di lavoro, se varia l'articolazione della prestazione (full time o part time) o se vuole cambiare la tipologia di permesso. Resta l'obbligo di comunicare tempestivamente all'INPS e al datore di lavoro ogni variazione delle situazioni dichiarate nella domanda (Circ. INPS 127/2016 §2.2).
Trasferimento e smart working
I genitori che assistono figli con handicap grave hanno anche:
- Diritto a non essere trasferiti di sede senza consenso (art. 33 c. 5 L. 104);
- Diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere (art. 33 c. 5 L. 104);
- Priorità nelle richieste di lavoro agile, senza limiti di età del figlio con disabilità grave, se l’azienda stipula accordi di lavoro agile (art. 33 c. 6-bis L. 104/1992; art. 18 c. 3-bis L. 81/2017). Chi lo chiede non può essere sanzionato, demansionato o trasferito per averlo chiesto.
Domande frequenti
Quanti giorni di permesso 104 hanno i genitori?
3 giorni al mese di permesso retribuito (art. 33 c. 3 L. 104/1992). In alternativa, per i bambini fino ai 3 anni: prolungamento del congedo parentale, oppure riposi giornalieri di 2 ore se la giornata lavorativa è di almeno 6 ore, 1 ora se è più corta (art. 33 c. 2 L. 104/1992; Circ. INPS 133/2000 §2.2.2). Per i bambini dai 3 ai 14 anni si può scegliere, in alternativa ai 3 giorni, il congedo parentale prolungato.
Possono usare i permessi entrambi i genitori?
Sì, e i giorni si ripartiscono tra i due (per esempio 2 + 1). Il limite è complessivo per il figlio assistito: 3 giorni al mese in tutto, non 3 a testa. Il principio del "referente unico dell'assistenza" non ha mai riguardato i genitori, ai quali è sempre stata riconosciuta la particolarità del ruolo (Messaggio INPS 3096/2022 §1); riguardava gli altri lavoratori, ed è stato eliminato dal D.lgs. 105/2022 a partire dal 13 agosto 2022 (Circ. INPS 39/2023 §1).
Si può lavorare durante il giorno di permesso?
I permessi sono previsti per assistere il figlio con disabilità grave (art. 33 c. 3 L. 104/1992). Per verificare se una specifica attività è compatibile con questa finalità, chiedi assistenza al patronato o a un professionista.
I permessi continuano dopo i 18 anni del figlio?
Sì, se il figlio adulto ha il riconoscimento di handicap grave (art. 3 c. 3 L. 104/1992). I 3 giorni mensili spettano ai genitori per assistere il figlio adulto con disabilità grave, indipendentemente dalla convivenza. Cessano invece le alternative orarie, che sono previste per i minori.
Approfondimenti
Fonti istituzionali
Ultima revisione: 31 ottobre 2026. Disclaimer: guida informativa.