Permessi Legge 104
Tre giorni al mese di permesso retribuito per il lavoratore con disabilità grave o per chi lo assiste. Ecco a chi spettano, come si fruiscono, come si fa domanda.
In breve
- 3 giorni al mese retribuiti, oppure riposi orari (1–2 ore al giorno).
- Spettano al lavoratore con disabilità grave (art. 3 c. 3 L. 104) o al familiare che lo assiste.
- Il pagamento è a carico INPS, anticipato dal datore di lavoro.
- Si possono frazionare in ore; sono compatibili con part-time e telelavoro.
- Il limite di 3 giorni è complessivo per la persona assistita: dal 13 agosto 2022 possono essere riconosciuti a più familiari, che li usano alternativamente tra loro.
A chi spettano i permessi
I permessi retribuiti previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992 spettano ai lavoratori dipendenti in queste situazioni:
- Lavoratori con disabilità grave (art. 3 c. 3 L. 104) riconosciuta dalla Commissione Medica Integrata.
- Genitori, anche adottivi o affidatari, di figli con disabilità grave (a qualsiasi età del figlio, con regole diverse per fasce 0-3, 3-8, oltre 8 anni).
- Coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di un familiare con disabilità grave.
- Parenti e affini di 3° grado, ma solo se i parenti più stretti (coniuge o genitori) hanno compiuto 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti, oppure sono mancanti (deceduti, divorziati, separati legalmente, ecc.).
Art. 3 comma 3 e comma 1: la differenza che conta per i permessi
Nei verbali sanitari Legge 104 trovi due riferimenti diversi all'art. 3 della L. 104/1992. Solo uno dà accesso ai 3 giorni di permesso retribuito. Capire la differenza è il punto cardine per sapere se hai diritto o meno.
| Riferimento | Cosa significa | Diritto ai permessi 104? |
|---|---|---|
| Art. 3 comma 1 | Riconoscimento di persona con disabilità: condizione stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa. NON è grave. | No ai permessi 104 |
| Art. 3 comma 3 | Riconoscimento di situazione di gravità: la minorazione è tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale. È la "104 grave". | Sì ai permessi 104 (3 giorni/mese) e al congedo straordinario |
In pratica: leggi il tuo verbale e cerca la dicitura. Se trovi "art. 3 c. 3" o "in situazione di gravità" → hai diritto a permessi e congedo. Se trovi solo "art. 3 c. 1" o "non in situazione di gravità" → il verbale ti riconosce la disabilità ma non sblocca i permessi. Per chiederne il passaggio al comma 3 puoi presentare domanda di aggravamento.
A chi NON spettano
- Lavoratori a domicilio (Circ. INPS 80/95)
- Lavoratori domestici e familiari
- Lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata
- Lavoratori autonomi
- Lavoratori parasubordinati
Cosa spetta esattamente
Il lavoratore può scegliere alternativamente tra:
- 3 giorni di permesso al mese, anche frazionabili in ore;
- Riposi orari giornalieri di 1 ora (orario fino a 6 ore) o 2 ore (orario di 6 ore o più).
Per i genitori di figli con disabilità grave esistono ulteriori opzioni in base all’età del bambino:
| Età del figlio | Opzioni alternative |
|---|---|
| 0 – 3 anni | Prolungamento congedo parentale, riposi orari, oppure 3 giorni mensili |
| 3 – 8 anni | Prolungamento congedo parentale, oppure 3 giorni mensili |
| oltre 8 anni | 3 giorni mensili (frazionabili in ore) |
Frazionamento in ore
I 3 giorni mensili possono essere usati anche in ore. La formula del limite massimo orario mensile (msg INPS 16866/2007) è:
(orario settimanale ÷ giorni lavorativi settimanali) × 3
Esempio: chi lavora 40 ore in 5 giorni → (40/5) × 3 = 24 ore al mese di permessi.
Il “referente unico” è stato abolito (2022)
Fino al 12 agosto 2022 valeva il principio del “referente unico dell’assistenza”: escluso il caso dei genitori, i permessi non potevano essere riconosciuti a più di un lavoratore per la stessa persona con disabilità grave. È un’informazione che circola ancora, ma non è più vera.
Il D.lgs. 105/2022, in vigore dal 13 agosto 2022, ha riformulato l’art. 33 comma 3 della L. 104/1992, che oggi recita: «Fermo restando il limite complessivo di tre giorni, per l’assistenza allo stesso individuo con disabilità in situazione di gravità, il diritto può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti tra quelli sopra elencati, che possono fruirne in via alternativa tra loro».
In pratica: più familiari possono ottenere l’autorizzazione per la stessa persona, ma i 3 giorni restano complessivi — si dividono, non si moltiplicano. Ogni richiedente deve allegare alla domanda la dichiarazione della persona assistita che indica da chi intende farsi assistere (Circ. INPS 39/2023 §1; Msg INPS 3096/2022 §1).
Attenzione: l’abolizione riguarda i permessi dell’art. 33 c. 3, non il congedo straordinario, che conserva il proprio ordine di priorità tra i beneficiari (art. 42 c. 5 D.lgs. 151/2001, tra i quali il D.lgs. 105/2022 ha inserito il convivente di fatto).
Part-time
- Part-time orizzontale (orario ridotto tutti i giorni): permessi spettano per intero (3 giorni mensili).
- Part-time verticale (alcuni giorni del mese): i giorni di permesso vengono ridotti proporzionalmente (Circ. 133/2000).
Quanto si è pagati
I permessi a giorni sono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta (Circ. 80/95). I permessi a ore sono assimilati ai permessi per allattamento.
Per il congedo parentale prolungato (genitori figli 0-8): indennità al 30% della retribuzione.
Pagamento in busta paga: il datore di lavoro anticipa e poi conguaglia con i contributi INPS. Per agricoli a tempo determinato, OTI/OTD, lavoratori dello spettacolo saltuari: pagamento diretto dall’INPS su domanda.
Tredicesima e altre mensilità aggiuntive sono già incluse nell’indennità INPS — il datore di lavoro non deve aggiungerle.
Le cifre in euro sono aggiornate al 2026 e cambiano ogni anno. Verifica sul sito INPS o con il tuo patronato l’importo corrente prima di pianificare scelte economiche.
Cumulabilità con altri benefici
- Compatibili con congedo parentale ordinario e congedo per malattia del figlio (art. 42 c. 4 D.lgs. 151/2001);
- Compatibili con permessi orari per allattamento (riferiti ad altro figlio);
- Incompatibili nello stesso giorno con il congedo straordinario: chi è in congedo non può prendere permessi 104 in quei giorni. Nello stesso mese però si possono fruire entrambi in periodi diversi, purché non si sovrappongano (Circ. INPS 53/2008, msg INPS 22912/2007).
- Per i due genitori di un figlio disabile: nel giorno in cui uno fruisce dei permessi 104, l’altro non può prendere il congedo straordinario per lo stesso figlio.
- Pluralità di disabili: cumulo permessi per più familiari ammesso solo per coniuge, parenti/affini di 1° grado, oppure di 2° grado se i genitori/coniuge della persona disabile hanno compiuto 65 anni o sono affetti da patologie invalidanti o mancanti (Circ. INPS 32/2012).
Come fare domanda
- Riconoscimento di handicap grave (art. 3 c. 3) tramite Commissione Medica ASL/INPS — è il passo preliminare. Vedi la guida certificazione.
- Domanda permessi all’INPS via portale (con SPID), patronato (gratuito) o Contact Center (numero 803164 / 06164164).
- Comunicazione al datore di lavoro con il provvedimento INPS di concessione.
La domanda non scade a fine anno solare (msg INPS 39956/2004) e non va rinnovata annualmente, salvo cambiamenti (riconoscimento temporaneo, cambio datore di lavoro).
Permessi e distanza dal disabile
Se assisti un familiare disabile residente a oltre 150 km dalla tua residenza, devi attestare al datore di lavoro il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito tramite titolo di viaggio o documentazione idonea (D.lgs. 119/2011).
E se il disabile è ricoverato?
I permessi non spettano se la persona disabile è ricoverata a tempo pieno (24 ore) in struttura sanitaria. Eccezioni:
- Interruzione del ricovero per visite o terapie esterne certificate
- Ricovero per persone in stato vegetativo persistente o prognosi infausta
- Ricovero con necessità documentata di assistenza familiare (Circ. 32/2012)
Se l’INPS rifiuta i permessi
Si può presentare ricorso al Comitato Provinciale della struttura territoriale INPS competente per la residenza (Circ. 182/1997). Il ricorso amministrativo non preclude la via giudiziaria.
Domande frequenti
I permessi 104 mi vengono detratti dalle ferie?
No. I permessi sono separati dalle ferie e dai permessi ordinari. Le ferie maturano normalmente durante la fruizione.
Il datore può rifiutarmi un giorno specifico per i permessi?
Il datore non può negare i permessi spettanti per legge, ma può chiedere preavviso e concertare la programmazione in modo da non bloccare la produzione (es. richiesta di programmare i permessi con qualche giorno di anticipo dove possibile). In caso di abuso del datore, c’è la via del giudice del lavoro.
Posso prendere i permessi anche se non vivo con il familiare disabile?
Sì. La convivenza non è più requisito dal 2010 (L. 183/2010). Spettano anche se vivete in città diverse, fermo restando l’obbligo di attestare il viaggio se la distanza supera i 150 km.
Cambio lavoro: i permessi continuano?
Sì, ma devi ripresentare la domanda al nuovo datore con il provvedimento INPS aggiornato (Circ. 53/2008).
I permessi valgono anche per il dipendente pubblico?
Sì, le 3 giornate mensili spettano allo stesso modo. Differenze: il pagamento è gestito direttamente dall’amministrazione di appartenenza (non passa per INPS), e le regole di programmazione/preavviso sono fissate dal CCNL specifico (es. comparti Funzioni Centrali, Sanità, Scuola, Enti Locali).
Permessi e riforma 2024: cosa resta, cosa cambia
Il D.lgs. 3 maggio 2024, n. 62 riscrive l'art. 3 della Legge 104/1992 (art. 3 D.lgs. 62/2024) e sostituisce nell'ordinamento i termini "handicap" e "portatore di handicap" con"persona con disabilità" (art. 4 D.lgs. 62/2024). Per i permessi 104 questo significa:
- I diritti restano: 3 giorni mensili o ore equivalenti al lavoratore con disabilità o al familiare caregiver, alle stesse condizioni descritte sopra.
- Cambia il presupposto formale: il riconoscimento di "handicap in situazione di gravità" (art. 3 c. 3 L. 104) sarà sostituito dal riconoscimento di disabilità con necessità di sostegno elevato o molto elevato.
- Quando: la modifica diventa operativa dal 1° gennaio 2027 (D.L. 202/2024 convertito in L. 21 febbraio 2025, n. 15 — Msg INPS 766/2025). Fino ad allora il riconoscimento "104 grave" continua a dare accesso ai permessi.
- Per chi ha già il verbale: nessuna nuova visita necessaria. Le certificazioni esistenti restano valide.
Approfondimento sul nuovo procedimento di accertamento: Riforma invalidità civile 2024.
Approfondimenti
- Patologie che danno diritto ai permessi 104
- Congedo straordinario (2 anni)
- Invalidità civile
- Agevolazioni fiscali per persone con disabilità
- Cure termali con la Legge 104
- Numero verde INPS (803 164 e 06 164 164) — orari e Contact Center
Fonti istituzionali
- INPS — sezione Permessi Legge 104 (cerca "permessi 104")
- Testo Legge 104/1992 (Gazzetta Ufficiale)
- Ministero del Lavoro
- Riferimenti chiave: art. 33 L. 104/1992, art. 42 D.lgs. 151/2001, L. 183/2010 (estensione 3° grado), D.lgs. 119/2011 (distanza 150 km), Circolari INPS 80/1995, 53/2008, 32/2012, 155/2010