Permessi · Art. 33 L. 104/1992

Permessi Legge 104

Tre giorni al mese di permesso retribuito per il lavoratore con disabilità grave o per chi lo assiste. Ecco a chi spettano, come si fruiscono, come si fa domanda.

In breve

A chi spettano i permessi

I permessi retribuiti previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992 spettano ai lavoratori dipendenti in queste situazioni:

Art. 3 comma 3 e comma 1: la differenza che conta per i permessi

Nei verbali sanitari Legge 104 trovi due riferimenti diversi all'art. 3 della L. 104/1992. Solo uno dà accesso ai 3 giorni di permesso retribuito. Capire la differenza è il punto cardine per sapere se hai diritto o meno.

RiferimentoCosa significaDiritto ai permessi 104?
Art. 3 comma 1Riconoscimento di persona con disabilità: condizione stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa. NON è grave.No ai permessi 104
Art. 3 comma 3Riconoscimento di situazione di gravità: la minorazione è tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale. È la "104 grave". ai permessi 104 (3 giorni/mese) e al congedo straordinario

In pratica: leggi il tuo verbale e cerca la dicitura. Se trovi "art. 3 c. 3" o "in situazione di gravità" → hai diritto a permessi e congedo. Se trovi solo "art. 3 c. 1" o "non in situazione di gravità" → il verbale ti riconosce la disabilità ma non sblocca i permessi. Per chiederne il passaggio al comma 3 puoi presentare domanda di aggravamento.

Cosa cambia con la riforma 2024. Il D.lgs. 62/2024 sostituirà i due commi con le categorie "sostegno elevato" e "sostegno molto elevato"(corrispondenti grosso modo al comma 3 attuale). La modifica diventa operativa dal 1° gennaio 2027 (Msg INPS 766/2025); fino a quella data il riconoscimento art. 3 c. 3 resta il presupposto per i permessi. Vedi sotto la sezione dedicata alla riforma.

A chi NON spettano

Cosa spetta esattamente

Il lavoratore può scegliere alternativamente tra:

Per i genitori di figli con disabilità grave esistono ulteriori opzioni in base all’età del bambino:

Età del figlioOpzioni alternative
0 – 3 anniProlungamento congedo parentale, riposi orari, oppure 3 giorni mensili
3 – 8 anniProlungamento congedo parentale, oppure 3 giorni mensili
oltre 8 anni3 giorni mensili (frazionabili in ore)

Frazionamento in ore

I 3 giorni mensili possono essere usati anche in ore. La formula del limite massimo orario mensile (msg INPS 16866/2007) è:

(orario settimanale ÷ giorni lavorativi settimanali) × 3

Esempio: chi lavora 40 ore in 5 giorni → (40/5) × 3 = 24 ore al mese di permessi.

Il “referente unico”

I permessi 104 e il congedo straordinario non possono essere usati da più di un lavoratore per la stessa persona disabile, per evitare cumuli.

Eccezione: i due genitori di un figlio disabile possono entrambi fruire di permessi (anche alternativamente) per lo stesso figlio. Nel giorno in cui un genitore prende il permesso, l’altro non può prendere il congedo straordinario.

Part-time

Quanto si è pagati

I permessi a giorni sono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta (Circ. 80/95). I permessi a ore sono assimilati ai permessi per allattamento.

Per il congedo parentale prolungato (genitori figli 0-8): indennità al 30% della retribuzione.

Pagamento in busta paga: il datore di lavoro anticipa e poi conguaglia con i contributi INPS. Per agricoli a tempo determinato, OTI/OTD, lavoratori dello spettacolo saltuari: pagamento diretto dall’INPS su domanda.

Tredicesima e altre mensilità aggiuntive sono già incluse nell’indennità INPS — il datore di lavoro non deve aggiungerle.

Le cifre in euro sono aggiornate al 2026 e cambiano ogni anno. Verifica sul sito INPS o con il tuo patronato l’importo corrente prima di pianificare scelte economiche.

Cumulabilità con altri benefici

Come fare domanda

  1. Riconoscimento di handicap grave (art. 3 c. 3) tramite Commissione Medica ASL/INPS — è il passo preliminare. Vedi la guida certificazione.
  2. Domanda permessi all’INPS via portale (con SPID), patronato (gratuito) o Contact Center (numero 803164 / 06164164).
  3. Comunicazione al datore di lavoro con il provvedimento INPS di concessione.

La domanda non scade a fine anno solare (msg INPS 39956/2004) e non va rinnovata annualmente, salvo cambiamenti (riconoscimento temporaneo, cambio datore di lavoro).

Permessi e distanza dal disabile

Se assisti un familiare disabile residente a oltre 150 km dalla tua residenza, devi attestare al datore di lavoro il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito tramite titolo di viaggio o documentazione idonea (D.lgs. 119/2011).

E se il disabile è ricoverato?

I permessi non spettano se la persona disabile è ricoverata a tempo pieno (24 ore) in struttura sanitaria. Eccezioni:

Se l’INPS rifiuta i permessi

Si può presentare ricorso al Comitato Provinciale della struttura territoriale INPS competente per la residenza (Circ. 182/1997). Il ricorso amministrativo non preclude la via giudiziaria.

Domande frequenti

I permessi 104 mi vengono detratti dalle ferie?

No. I permessi sono separati dalle ferie e dai permessi ordinari. Le ferie maturano normalmente durante la fruizione.

Il datore può rifiutarmi un giorno specifico per i permessi?

Il datore non può negare i permessi spettanti per legge, ma può chiedere preavviso e concertare la programmazione in modo da non bloccare la produzione (es. richiesta di programmare i permessi con qualche giorno di anticipo dove possibile). In caso di abuso del datore, c’è la via del giudice del lavoro.

Posso prendere i permessi anche se non vivo con il familiare disabile?

Sì. La convivenza non è più requisito dal 2010 (L. 183/2010). Spettano anche se vivete in città diverse, fermo restando l’obbligo di attestare il viaggio se la distanza supera i 150 km.

Cambio lavoro: i permessi continuano?

Sì, ma devi ripresentare la domanda al nuovo datore con il provvedimento INPS aggiornato (Circ. 53/2008).

I permessi valgono anche per il dipendente pubblico?

Sì, le 3 giornate mensili spettano allo stesso modo. Differenze: il pagamento è gestito direttamente dall’amministrazione di appartenenza (non passa per INPS), e le regole di programmazione/preavviso sono fissate dal CCNL specifico (es. comparti Funzioni Centrali, Sanità, Scuola, Enti Locali).

Permessi e riforma 2024: cosa resta, cosa cambia

Il D.lgs. 3 maggio 2024, n. 62 riscrive l'art. 3 della Legge 104/1992 (art. 3 D.lgs. 62/2024) e sostituisce nell'ordinamento i termini "handicap" e "portatore di handicap" con"persona con disabilità" (art. 4 D.lgs. 62/2024). Per i permessi 104 questo significa:

Approfondimento sul nuovo procedimento di accertamento: Riforma invalidità civile 2024.

Fonti istituzionali