Permessi Legge 104
Tre giorni al mese di permesso retribuito per il lavoratore con disabilità grave o per chi lo assiste. Ecco a chi spettano, come si fruiscono, come si fa domanda.
In breve
- 3 giorni al mese retribuiti, oppure riposi orari (1–2 ore al giorno).
- Spettano al lavoratore con disabilità grave (art. 3 c. 3 L. 104) o al familiare che lo assiste.
- Il pagamento è a carico INPS, anticipato dal datore di lavoro.
- Si possono frazionare in ore; sono compatibili con part-time e telelavoro.
- Solo un referente unico può usare i permessi per la stessa persona disabile (eccezione: i due genitori per un figlio disabile).
A chi spettano i permessi
I permessi retribuiti previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992 spettano ai lavoratori dipendenti in queste situazioni:
- Lavoratori con disabilità grave (art. 3 c. 3 L. 104) riconosciuta dalla Commissione Medica Integrata.
- Genitori, anche adottivi o affidatari, di figli con disabilità grave (a qualsiasi età del figlio, con regole diverse per fasce 0-3, 3-8, oltre 8 anni).
- Coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di un familiare con disabilità grave.
- Parenti e affini di 3° grado, ma solo se i parenti più stretti (coniuge o genitori) hanno compiuto 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti, oppure sono mancanti (deceduti, divorziati, separati legalmente, ecc.).
Art. 3 comma 3 e comma 1: la differenza che conta per i permessi
Nei verbali sanitari Legge 104 trovi due riferimenti diversi all'art. 3 della L. 104/1992. Solo uno dà accesso ai 3 giorni di permesso retribuito. Capire la differenza è il punto cardine per sapere se hai diritto o meno.
| Riferimento | Cosa significa | Diritto ai permessi 104? |
|---|---|---|
| Art. 3 comma 1 | Riconoscimento di persona con disabilità: condizione stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa. NON è grave. | No ai permessi 104 |
| Art. 3 comma 3 | Riconoscimento di situazione di gravità: la minorazione è tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale. È la "104 grave". | Sì ai permessi 104 (3 giorni/mese) e al congedo straordinario |
In pratica: leggi il tuo verbale e cerca la dicitura. Se trovi "art. 3 c. 3" o "in situazione di gravità" → hai diritto a permessi e congedo. Se trovi solo "art. 3 c. 1" o "non in situazione di gravità" → il verbale ti riconosce la disabilità ma non sblocca i permessi. Per chiederne il passaggio al comma 3 puoi presentare domanda di aggravamento.
A chi NON spettano
- Lavoratori a domicilio (Circ. INPS 80/95)
- Lavoratori domestici e familiari
- Lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata
- Lavoratori autonomi
- Lavoratori parasubordinati
Cosa spetta esattamente
Il lavoratore può scegliere alternativamente tra:
- 3 giorni di permesso al mese, anche frazionabili in ore;
- Riposi orari giornalieri di 1 ora (orario fino a 6 ore) o 2 ore (orario di 6 ore o più).
Per i genitori di figli con disabilità grave esistono ulteriori opzioni in base all’età del bambino:
| Età del figlio | Opzioni alternative |
|---|---|
| 0 – 3 anni | Prolungamento congedo parentale, riposi orari, oppure 3 giorni mensili |
| 3 – 8 anni | Prolungamento congedo parentale, oppure 3 giorni mensili |
| oltre 8 anni | 3 giorni mensili (frazionabili in ore) |
Frazionamento in ore
I 3 giorni mensili possono essere usati anche in ore. La formula del limite massimo orario mensile (msg INPS 16866/2007) è:
(orario settimanale ÷ giorni lavorativi settimanali) × 3
Esempio: chi lavora 40 ore in 5 giorni → (40/5) × 3 = 24 ore al mese di permessi.
Il “referente unico”
I permessi 104 e il congedo straordinario non possono essere usati da più di un lavoratore per la stessa persona disabile, per evitare cumuli.
Eccezione: i due genitori di un figlio disabile possono entrambi fruire di permessi (anche alternativamente) per lo stesso figlio. Nel giorno in cui un genitore prende il permesso, l’altro non può prendere il congedo straordinario.
Part-time
- Part-time orizzontale (orario ridotto tutti i giorni): permessi spettano per intero (3 giorni mensili).
- Part-time verticale (alcuni giorni del mese): i giorni di permesso vengono ridotti proporzionalmente (Circ. 133/2000).
Quanto si è pagati
I permessi a giorni sono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta (Circ. 80/95). I permessi a ore sono assimilati ai permessi per allattamento.
Per il congedo parentale prolungato (genitori figli 0-8): indennità al 30% della retribuzione.
Pagamento in busta paga: il datore di lavoro anticipa e poi conguaglia con i contributi INPS. Per agricoli a tempo determinato, OTI/OTD, lavoratori dello spettacolo saltuari: pagamento diretto dall’INPS su domanda.
Tredicesima e altre mensilità aggiuntive sono già incluse nell’indennità INPS — il datore di lavoro non deve aggiungerle.
Le cifre in euro sono aggiornate al 2026 e cambiano ogni anno. Verifica sul sito INPS o con il tuo patronato l’importo corrente prima di pianificare scelte economiche.
Cumulabilità con altri benefici
- Compatibili con congedo parentale ordinario e congedo per malattia del figlio (art. 42 c. 4 D.lgs. 151/2001);
- Compatibili con permessi orari per allattamento (riferiti ad altro figlio);
- Incompatibili nello stesso giorno con il congedo straordinario: chi è in congedo non può prendere permessi 104 in quei giorni. Nello stesso mese però si possono fruire entrambi in periodi diversi, purché non si sovrappongano (Circ. INPS 53/2008, msg INPS 22912/2007).
- Per i due genitori di un figlio disabile: nel giorno in cui uno fruisce dei permessi 104, l’altro non può prendere il congedo straordinario per lo stesso figlio.
- Pluralità di disabili: cumulo permessi per più familiari ammesso solo per coniuge, parenti/affini di 1° grado, oppure di 2° grado se i genitori/coniuge della persona disabile hanno compiuto 65 anni o sono affetti da patologie invalidanti o mancanti (Circ. INPS 32/2012).
Come fare domanda
- Riconoscimento di handicap grave (art. 3 c. 3) tramite Commissione Medica ASL/INPS — è il passo preliminare. Vedi la guida certificazione.
- Domanda permessi all’INPS via portale (con SPID), patronato (gratuito) o Contact Center (numero 803164 / 06164164).
- Comunicazione al datore di lavoro con il provvedimento INPS di concessione.
La domanda non scade a fine anno solare (msg INPS 39956/2004) e non va rinnovata annualmente, salvo cambiamenti (riconoscimento temporaneo, cambio datore di lavoro).
Permessi e distanza dal disabile
Se assisti un familiare disabile residente a oltre 150 km dalla tua residenza, devi attestare al datore di lavoro il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito tramite titolo di viaggio o documentazione idonea (D.lgs. 119/2011).
E se il disabile è ricoverato?
I permessi non spettano se la persona disabile è ricoverata a tempo pieno (24 ore) in struttura sanitaria. Eccezioni:
- Interruzione del ricovero per visite o terapie esterne certificate
- Ricovero per persone in stato vegetativo persistente o prognosi infausta
- Ricovero con necessità documentata di assistenza familiare (Circ. 32/2012)
Se l’INPS rifiuta i permessi
Si può presentare ricorso al Comitato Provinciale della struttura territoriale INPS competente per la residenza (Circ. 182/1997). Il ricorso amministrativo non preclude la via giudiziaria.
Domande frequenti
I permessi 104 mi vengono detratti dalle ferie?
No. I permessi sono separati dalle ferie e dai permessi ordinari. Le ferie maturano normalmente durante la fruizione.
Il datore può rifiutarmi un giorno specifico per i permessi?
Il datore non può negare i permessi spettanti per legge, ma può chiedere preavviso e concertare la programmazione in modo da non bloccare la produzione (es. richiesta di programmare i permessi con qualche giorno di anticipo dove possibile). In caso di abuso del datore, c’è la via del giudice del lavoro.
Posso prendere i permessi anche se non vivo con il familiare disabile?
Sì. La convivenza non è più requisito dal 2010 (L. 183/2010). Spettano anche se vivete in città diverse, fermo restando l’obbligo di attestare il viaggio se la distanza supera i 150 km.
Cambio lavoro: i permessi continuano?
Sì, ma devi ripresentare la domanda al nuovo datore con il provvedimento INPS aggiornato (Circ. 53/2008).
I permessi valgono anche per il dipendente pubblico?
Sì, le 3 giornate mensili spettano allo stesso modo. Differenze: il pagamento è gestito direttamente dall’amministrazione di appartenenza (non passa per INPS), e le regole di programmazione/preavviso sono fissate dal CCNL specifico (es. comparti Funzioni Centrali, Sanità, Scuola, Enti Locali).
Permessi e riforma 2024: cosa resta, cosa cambia
Il D.lgs. 3 maggio 2024, n. 62 riscrive l'art. 3 della Legge 104/1992 (art. 3 D.lgs. 62/2024) e sostituisce nell'ordinamento i termini "handicap" e "portatore di handicap" con"persona con disabilità" (art. 4 D.lgs. 62/2024). Per i permessi 104 questo significa:
- I diritti restano: 3 giorni mensili o ore equivalenti al lavoratore con disabilità o al familiare caregiver, alle stesse condizioni descritte sopra.
- Cambia il presupposto formale: il riconoscimento di "handicap in situazione di gravità" (art. 3 c. 3 L. 104) sarà sostituito dal riconoscimento di disabilità con necessità di sostegno elevato o molto elevato.
- Quando: la modifica diventa operativa dal 1° gennaio 2027 (D.L. 202/2024 convertito in L. 21 febbraio 2025, n. 15 — Msg INPS 766/2025). Fino ad allora il riconoscimento "104 grave" continua a dare accesso ai permessi.
- Per chi ha già il verbale: nessuna nuova visita necessaria. Le certificazioni esistenti restano valide.
Approfondimento sul nuovo procedimento di accertamento: Riforma invalidità civile 2024.
Approfondimenti
- Patologie che danno diritto ai permessi 104
- Congedo straordinario (2 anni)
- Invalidità civile
- Agevolazioni fiscali per persone con disabilità
Fonti istituzionali
- INPS — sezione Permessi Legge 104 (cerca "permessi 104")
- Testo Legge 104/1992 (Gazzetta Ufficiale)
- Ministero del Lavoro
- Riferimenti chiave: art. 33 L. 104/1992, art. 42 D.lgs. 151/2001, L. 183/2010 (estensione 3° grado), D.lgs. 119/2011 (distanza 150 km), Circolari INPS 80/1995, 53/2008, 32/2012, 155/2010